Mani
Fondazione di Piacenza e Vigevano

Miti, Leggende e CiviltÓ

Il Mito

Il mito è un'interpretazione sacrale dei fatti che governavano la vita degli uomini primitivi. In sostanza essi osservando e interpretando con la loro fantasia i fatti della natura li riconducevano a Entità Superiori cui loro non potevano accedere, ma potevano cercare di ingraziarsele.
Molto spesso quindi il mito assunse dignità di religione e fu condiviso e rispettato da tutti gli appartenenti a quella società.
Il mito è quindi diventato un patrimonio del gruppo cui appartiene, con la prerogativa di  conservare e tramandare il complesso dei codici sociali cui fa riferimento.
Infatti i miti appartengono alla tradizione orale di un popolo e nell'antichità venivano raccontati presso gruppi umani che non conoscevano la scrittura e solo in seguito raccolti e trascritti, spesso sotto forma di disegni su rocce, graffiti, ecc.
Il mito quindi si sovrappone spesso alla religione del popolo che lo esprime, come  avviene, ad esempio, nella mitologia greca, dove gli dei dell'Olimpo interferiscono pesantemente nelle attività umane condizionandole, spesso facendosi dispetti tra loro.
L'origine del mito ha sede nel pensiero dell'uomo e nel suo desiderio di spiegare i fenomeni naturali che aveva di fronte tutti i giorni e che non aveva le conoscenze tecniche e scientifiche per poterle comprendere: la prova di questa origine del mito è la constatazione di avere miti simili in popolazioni sviluppatesi senza contatti recicproci, in siti molto distanti o addirittura su continenti diversi.  In alcuni miti dell'America si raccontano storie uguali a quelle di altri miti dell'Asia o dell'Africa o dell'Europa. Cambia il nome dei personaggi, cambia l'ambiente geografico, cambiano altri particolari ma l'intreccio e il significato delle storie restano gli stessi.

Le Leggende


Le leggende differiscono dai miti, perchè queste sono derivate da fatti solitamente reali e tramandati oralmente: nei passaggi verbali sono via via state arricchite di particolari  miscelando realtà e fantasia; di norma esaltano il "bene" in contrapposizione al "male".
Molte leggende derivano da fatti popolari, generalmente originati dalle gesta di personaggi assurti a dimensione di eroi; spesso derivano e sono anche oggetto di sacre scritture (Bibbia).
Recentemente si è trovato un termine specifico per esemplificare la voglia di arricchire con fantasia, da parte anche dell'uomo moderno e civilizzato, alcuni fatti, spesso localizzati in siti molto circoscritti e privi di qualsiasi interesse generale, ma che il passa parola pone all'attenzione di tutti: la leggenda metropolitana.
É questa la dimostrazione che ogni civiltà, ogni estrazione sociale e in ogni tempo ha sempre avuto, e ne ha tuttora, la necessità  mandare ai posteri la realtà, modificandola,  per i più diversi scopi, o più semplicemente per "aggiungere del suo".

Le Civiltà


Nel  trattare i due precedenti argomenti, abbiamo spesso usato il termini società o civiltà, intendendo che tutti gli appartenenti a quel gruppo fossero stati capaci di organizzare la loro vita comune.
Il termine "civiltà" ha però cambiato il proprio significato, parallelamente all'evoluzione della civiltà stessa: sempre più oggi viene usato includendo un concetto di valore relativo alla superiorità del proprio modo di vita, considerato più progredito, rispetto a quello di altre e differenti culture.
Abbiamo qui introdotto un'altro elemento costitutivo della civiltà comunemente intesa: la cultura di un popolo.
Le maggiori civiltà e seguentemente la loro cultura, si sono sviluppate laddove la natura è stata più benigna, dove cioè l'agricoltura, l'acqua e la fertilità delle terre ha favorito l'insediamento di popoli, la loro aggregazione e il loro sviluppo.
Per fare un esempio a tutti noto, pensiamo alla società egizia che riunendosi intorno al loro fiume - il Nilo - ha così tanto sviluppato i loro miti, condito le loro leggende di interventi sovrannaturali e divenendo la maggiore e prospera civiltà del mondo allora conosciuto.